Ebbene sì, mai come questa volta questo termine è appropriato. Il Milan ha dato una vera e propria lezione di calcio al Manchester nella sfida disputata ieri sera a San Siro. Un Kaka stratosferico ha ridicolizzato, nel duello virtuale, Cristiano Ronaldo dimostrando quanto il portoghese debba ancora crescere, ma soprattutto come spesso accade le squadre italiane (il Milan su tutte) si sono dimostrate di gran lunga più serie e preparate nell'approccio alle sfide più delicate. Il Milan, con 8 italiani in campo (a differenza di altre squadre meneghine più argentine che italiche) ha rispolverato lo spirito che i giocatori avevano mostrato nell'ultima Coppa del Mondo ed Ancelotti ha centrato la terza finale in 5 anni, confermandi di essere il miglior allenatore italiano in circolazione. Oltre che nel risultato, la vittoria è stata schiacciante dal punto di vista tattico. Dove un Milan pur schierando una sola punta, ha potuto contare sulla supremazia di un centrocampo stellare che ha annichilito gli avversari mai entrati in partita. Oltre a Kaka e Seedorf, autori dei gol decisivi, splendidi sono stati Pirlo ma soprattutto Gattuso ed Ambrosini. I due maratoneti rossoneri non hanno concesso un millimetro a Cristiano Ronaldo, Scholes e Giggs, facendo sorgere molti dubbi sulle reali qualità di questi ultimi, cosa che ovviamente non può essere messa in discussione per una sola partita sbagliata. Il Manchester che tutti avevano dato per squadra di extraterrestri, dopo la roboante ed umiliante vittoria contro la Roma, si è sciolto come neve al sole ai colpi di spada e fioretto dei milanisti, mettendo in luce tutti i suoi limiti in trasferta (vedi sconfitte contro Celtic, Cophenaghen e Roma), mentre il Milan si è confermata l'unica squadra italiana competitiva in Europa, specie se si paragona il numero di scudeti vinti con le finali di Champions conquistate, un rapporto assai più positivo di squadre che hanno vinto di più in Italia ma che in Europa hanno spesso miseramente fallito.
Accanimento umano
Guardate questo povero tassista cosa subisce dagli inviati delle Iene in un' esilarante parodia di Tutti contro Uno.
IL VIDEO
Le Iene, Tutti Contro Uno Marco Wednesday, May 02, 2007 5 commenti
Esterofilia (100!)
In un campionato italiano che in questa stagione ha avuto un unico padrone ed è stato avaro di emozioni, il telespettatore appassionato di calcio deve per forza di cose rivolgere la propria attenzione ai campionati esteri. Se in molti si stanno appassionando alle volate finali di Premier League, Liga e Bundesliga, in cui si stanno consumando appassionati duelli, in pochi hanno potuto godere dell’ultima giornata di Eredivision (Campionato Olandese), trasmessa da SI. Il turno finale, disputatosi ieri, a 90 minuti dal termine vedeva AZ Alkmaar, Ajax e Psv a pari punti. Premesso che come nel campionato italiano, anche in quello olandese non sono previsti spareggi, va detto che il criterio che avrebbe deciso il titolo non sarebbe stato quello degli scontri diretti ma quello della differenza reti. In virtù di ciò, l’AZ si sentiva in una botte di ferro in quanto aveva un netto vantaggio sulle altre due rivali. In una continua altalena di emozioni, è successo veramente di tutto. L’AZ, imitando la vera Inter (quella del 5 Maggio per intenderci), è riuscita a perdere per 3-2, autoescludendosi dalla lotta per il titolo. Ajax e Psv, stupite per tanta grazia, si sono così trovate a giocarsi il trofeo in un botta e risposta al cardiopalma, in quanto il Psv doveva recuperare all’Ajax due gol in differenza reti. Il Psv dopo essersi portato sul 2-0 e quindi virtualmente in testa, in pochi minuti ha subito due beffe: il gol degli avversari ed il vantaggio dell’Ajax che ristabiliva la differenza come ad inizio gara. Gli uomini di Koeman reagivano portandosi sul 4-1 e quindi di nuovo in testa al campionato, ma ancora una volta l’Ajax rispondeva realizzando la rete del 2-0. Ma a 10 minuti dalla fine, un gol di Cocu permetteva al Psv di portarsi sul definitivo 5-1 e quindi di regalare il titolo alla propria squadra. Tutto questo mentre l’Ajax era sul 2-0 e l’AZ sul 2-2 (poi avrebbe perso 3-2), cioè mentre un gol di una delle due formazioni rivali avrebbe di nuovo spostato gli equilibri. Dunque un campionato combattuto e tirato fino all’ultimo secondo, a differenza di quello nostrano in cui una situazione simile non sarà mai immaginabile. Provate ad immaginare per un titolo deciso per differenza reti, quante telefonate, acchitti, tentativi di imbrogli, e quaterne arbitrali corrotte ci sarebbero.
Ajax, AZ, Calcio, Differenza reti, Eredivision, Psv Marco Monday, April 30, 2007 3 commenti
PARTITE PARANORMALI
Finora calcisticamente ne avevo sentite tante, gare riviate per neve, nebbia, pioggia, invasioni, illeciti, illazioni. Ma questa mai. Sentite bene si riferisce ad un Fiorentina-Pistoiese del 1954, Campionato riserve, qualcosa che ora non esiste più ma da quel che ho capito simile alle squadri B che ci sono in Spagna. Nel secondo tempo, la gara fu interrotta per 11 minuti ed ecco il motivo:
Alle 14.20 del 27 ottobre 1954 nel cielo di Firenze appaiono oltre 20 oggetti volanti. Sembrano procedere in formazione. Sfrecciano a velocità altissima da Nord Ovest a Sud Est, dalle Cascine verso Rovezzano. I primi hanno l'aspetto di ali d'aquila, poi segue una serie di oggetti a forma di goccia e infine chiudono la processione aerea dei dischi piatti, bianchi e lucenti. Il tutto dura circa 15 minuti. E non finisce qui.
Pochi minuti dopo, nello stadio comunale, inizia la partita di calcio Fiorentina-Pistoiese. All'inizio del secondo tempo, l'intero stadio, improvvisamente, inizia a mormorare. A tal punto che l'arbitro è costretto a interrompere la partita. Il ricordo dei calciatori è vivido: 11 minuti femi ad osservare, insieme a tutto il pubblico, le evoluzioni degli oggetti volanti che eseguono alcune manovre acrobatiche e sfrecciano via muovendosi a zig zag. La situazione è incredibile: migliaia di testimonianze collettive, un'intera città con il naso all'insù.
E non è ancora tutto. Dopo l'avvistamento, infatti, per oltre mezz’ora, Firenze viene ricoperta da una specie di neve appiccicosa che al contatto con le mani si smaterializza. Uno studente di ingegneria riesce però a raccoglierne un campione e a farlo analizzare dalla facoltà di chimica. Il professor Canneri esegue una spettrografia sui filamenti che risultano composti prevalentemente di Boro e Silicio. Il giorno seguente è ancora il giornalista Giorgio Batini a portare in istituto una notevole quantità di quella strana ragnatela, che raccoglie nei boschi "imbiancati" intorno a Firenze.
Alcuni biologi sostengono che si tratti di una particolare ragnatela prodotta da una specie di aracnide migratore che usa le correnti aeree. Secondo altri sarebbero residui chimici delle lavorazioni tessili dispersi in atmosfera. Per altri ancora potrebbero essere frammenti di una paglia antiradar usata dagli aerei negli anni '50. Nessuna di queste ipotesi riesce però a spiegare come una quantità così grande sia potuta cadere su un'unica città in un solo giorno.
Ma ecco delle testimonianze dirette di alcuni spettatori:
"Ho un ricordo vivissimo,personale.Avevo sette anni e mio nonno mi porto' allo stadio.Ricordo che fosse un mercoledi' e la partita fosse del campionato riserve,competizione che non esiste ora piu'. Mio nonno era un navigante,era capitano sui mercantili e dovendo tornare a Genova per imbarcarsi,non avrebbe potuto vedere la partita della domenica successiva.Cosi' mi porto' allo stadio per godersi,comunque,una partita, prima di ripartire.Se ben ricordo ,l'ingresso era solo in tribun;comunque ero li' e vidi benissimo i dischi sopra la torre di Maratona ad una altezza non eccessiva.Poi comincio' a cadere la lanuggine ed io, come altri, fummo incuriositi e ci portammo fuori della copertura della tribuna per vedere bene di cosa si trattasse.Cosi', con mio nonno,toccammo quella cosa,ma appena toccata spariva,senza lasciare traccia. Ho ancora la sensazione di quella specie di manna"
Dell'episodio si parla diffusamente in un volume della Corrado Tedeschi Editore, casa editrice non dedita soltanto all'enigmistica tascabile, ma anche ai fenomeni paranormali (pubblica, o pubblicava, ad esempio, anche il famoso "Giornale dei Misteri"). L'episodio accadde il 29 ottobre del 1954 durante una partita del campionato riserve tra Fiorentina e Pistoiese giocata nel primo pomeriggio. Secondo il volume (espressamente dedicato agli avvistamenti di UFO in Italia), durante la partita furono notati degli "oggetti luminosissimi" in cielo (era una bellissima giornata di autunno), che catturarono subito l'attenzione non solo degli spettatori -era aperta solo la curva Fiesole-, ma anche dei ventidue in campo e dell'arbitro, che interruppe addirittura il gioco. Nel volume e' riportata una foto che ritrae appunto dei giocatori della Fiorentina e della Pistoiese occhi al cielo, che guardano sbigottiti. Subito dopo, secondo le testimonianze, cominciarono a cadere delle strane particelle fioccose di una sostanza imprecisata, fenomeno che interessò tutta l'area del Campo di Marte. Addirittura, in via Tito Speri (secondo quanto si racconta nel volume), un giovane studente montò dall'abbaino sul tetto della propria casa per raccoglierne alcune, che portò poi ad analizzare ad un istituto scientifico. Tutto questo, va detto, è situato nel famoso "Flap nel 1954"; nel gergo ufologico, un "flap" è un'ondata di avvistamenti di UFO. Quello dell'autunno del 1954 è rimasto negli annali e coinvolse principalmente la Toscana, dove si ebbero centinaia di testimonianze di avvistamenti"
Calcio, Fiorentina-Pistoiese'54, Ufo Marco Wednesday, April 25, 2007 6 commenti
Stile Nerazzurro
L’Inter è Campione d’Italia. La Beneamata torna a vincere uno scudetto sul campo dopo 18 anni e scatena il tripudio della Milano Nerazzurra. A questo punto è doveroso fare alcune considerazioni, specie sulle esternazioni, perlomeno discutibili, di alcuni protagonisti del trionfo interista.
Mancini: “ Non posso non pensare subito a Giacinto Facchetti, che è sempre stato e rimarrà sempre accanto a noi, immagine di serietà, di pulizia, di serenità… Considero un titolo vero anche quello della stagione scorsa, sebbene non sia arrivato dal campo: in tutte le discipline chi bara viene retrocesso e avanza chi sta alle spalle e ha giocato in modo pulito. L’Inter negli ultimi anni ha ricominciato a vincere a livello nazionale”
Moratti: “Quello dello scorso anno è stato uno scudetto pulito, conquistato senza rubare nulla! Nel campionato passato rubavano gli altri, ecco perché dico che lo scudetto dell’anno scorso è stato uno dei più belli dell’Inter, è stato vinto contro il malaffare e non è stato rubato!
Dedicare uno scudetto ad una persona scomparsa che ha lavorato per una vita intera alla causa nerazzurra è doveroso, ma perché esagerare parlandone in termini di immagine di pulizia, quando, stando alle parole di Bergamo, i contatti tra lui e Facchetti erano frequenti e continuativi?
Come si può considerare un titolo vero quello dello scorso anno? Se è vero che in tutte le discipline chi bara viene retrocesso, non è altrettanto vero che chi sta alle spalle avanza, in quanto la cosa più opportuna è revocare il titolo e non assegnarlo a nessuno.
Ma addirittura si può arrivare a dire che è stato uno dei più belli dell’Inter?
Forse Moratti non ricorda più la squadra del padre, che dominava sia in Italia che in Europa?L’Inter ha accettato uno scudetto, nonostante 17 punti di distacco dalla capolista ed ora che ne ha vinto un altro s’impegna tramite dirigenti, calciatori ed allenatore non tanto a celebrarlo ma piuttosto ad usarlo per avvalorare la tesi che quello dello scorso anno è stato meritato. Il Materazzi che ora un eroe, è la stessa persona che gli interisti volevano cacciare dopo un clamoroso autogol da 30 metri al Castellani di Empoli, Ibrahimovic e Vieira sono quei calciatori l’anno scorso odiati ed ora osannati, Moratti è quella persona onesta e gentile che ha sempre sputato contro i presunti poteri forti, ma in nessuna assemblea della Lega ha avuto il coraggio di andargli contro e che nel corso degli anni ha creato un buco di 150 milioni di euro, di cui però nessuno se ne cura, anzi si canta “SENZA RUBARE VINCIAMO SENZA RUBARE”. Vergogna
Calcio, Mancini, Moratti, Scudetto Marco Monday, April 23, 2007 7 commenti
5 motivi per cui scrivo sul mio blog
Accogliendo l'invito di Pasquale, elenco i miei 5 motivi su cui scrivo (poco) sul mio blog:
1) Mi diverto a scrivere le cose anche più stupide che mi passano per la mente
2) Mi piace vedere i contatti ricevuti anche casualmente dai vari angoli del mondo
3) Perchè nel tempo si è costruita una sorta di autofidelizzazione con il mio blog
4) Perchè è un modo in più per essere in contatto con le persone che conosco
5) Perchè voglio vedere quanto sono in grado di portarlo avanti
5 motivi, blog, meme Marco Monday, April 16, 2007 5 commenti
Stadio
Come spesso accade negli ultimi tempi, ogni volta che si va allo stadio più che la gara in sé a fare notizia sono gli spiacevoli episodi che accadono all’interno e fuori lo stadio. Capita così che anche in una partita storica come Roma-Manchester, in cui i giallorossi strapazzano gli inglesi ottenendo un risultato stretto per quel che si è visto in campo, si assiste ad episodi di violenza. Ma se questo ormai non fa più notizia, sdegnosa è invece la reazione che hanno avuto i tabloid inglesi, accusando di abuso di potere e di violenza, le forze dell’ordine nostrane. Ma andiamo con ordine. Degli episodi all’esterno dello stadio non posso parlarne in quanto fortunatamente non mi è capitato di imbattermi. Ma di ciò che è successo dentro lo stadio sono testimone diretto in quanto mi trovavo a poche decine di metri dal settore degli inglesi. Occorre innanzitutto dire che il divieto di vendere alcolici non è stato assolutamente rispettato specie dai chioschi ambulanti limitrofi allo stadio che versavano fiumi di birra a tutti. Secondo punto gli inglesi sono arrivati all’interno dello stadio già ubriachi, tanto è vero che in molti improvvisamente cadevano a terra, barcollando con le loro pance in bella mostra. Dopo lunghi minuti di quiete, canti e sfottò in cui gli inglesi intonavano cori alla Lazio e a Di Canio, sono iniziate le prime schermaglie con lanci di bottiglie di plastica da tutte e due i settori. L’espulsione di Scholes scatenava però l’ira degli inglesi che iniziavano a riversarsi contro il plexiglas che separa i due settori abbattendo la resistenza dei pochissimi poliziotti presenti all’interno del loro settore. In pochi minuti si scatena il putiferio, i poliziotti chiamano rinforzi che arrivano abbastanza celermente ed il gol di Taddei fa impazzire gli inglesi che iniziano a cercare di scagliarsi contro il settore dei tifosi romanisti. Questa volta però trovano l’opposizione delle nostre forze dell’ordine che cercano di sparpagliarli minacciando di caricarli. Incuranti dell’avvertimento, gli inglesi proseguono a scagliare seggiolini e bottiglie ed iniziano a caricare polizia e carabinieri. A questo punto anche essi li caricano, facendoli indietreggiare verso la Monte Mario. Ma dopo neanche un minuto, gli inglesi ripartono alla carica facendo scatenare una vera e propria rissa a colpi di pugni e manganellate con le forze dell’ordine che dura per tutto l’intervallo. Alla ripresa del gioco la situazione si stabilizza.
Conclusioni: Se quando ci sono scontri tra tifoserie italiane e forze dell’ordine la colpa è sempre dei primi, non vedo perché in questa occasione dovrebbe essere il contrario.
Non parlate più di modello inglese in quanto: i tifosi inglesi non sono mai stati seduti ad assistere alla partita, anzi sono stati sempre in piedi ed in continuo movimento; il loro comportamento è tutt’altro che calmo e tranquillo, anzi vanno sempre alla ricerca della provocazione e dello scontro; se una famiglia si trovava dentro quel settore si giocava l’incolumità dei propri figli; la civiltà dei tifosi inglesi l’hanno lasciata in aeroporto.
Calcio, Scontri Marco Thursday, April 05, 2007 1 commenti
Calcio Quiz
1) Chi è il giocatore che quest'anno in Serie A ha realizzato più reti dal dischetto?
2) Qual è stato l'ultimo mondiale in cui è stato usato un pallone che avesse almeno una parte fatta in cuoio?
3) Quante sono le squadre tra Serie A e Serie B che quest'anno hanno ricevuto penalizzazioni?
4) Qual è lo sponsor tecnico della S.S. Lazio
Calcio, Quiz Marco Monday, April 02, 2007 2 commenti
Calcio moderno vs Calcio contemporaneo
Il calcio, come del resto tutti gli altri sport, ha subito nel corso degli anni trasformazioni e cambiamenti che hanno inciso profondamente sulla sua struttura originaria, modificandone tattiche, schemi e regole. Tralasciando la nostalgia che in molti hanno per un calcio che non c’è più fatto di: numeri di maglia dall’uno all’undici, partite ascoltate con la radiolina in mano e sintesi degli incontri visibili solo su Novantesimo Minuto e sulla Domenica Sportiva, l’attenzione è posta sulle evoluzioni (o involuzioni) avvenute a livello tecnico (e tattico). Nel calcio contemporaneo assistiamo spesso a dichiarazioni rilasciate dai protagonisti degli anni passati i quali sostengono che il livello del nostro torneo si è di gran lunga abbassato e che la Serie A ha perso il primato di campionato più bello del Mondo, rimanendo solo il più difficile. Ma è vero? E come si è arrivati a tutto ciò? Premesso che, ovviamente, una risposta universale non è possibile trovarla, cerchiamo di analizzare i fatti, in maniera sillogistica (sperando che il presupposto non sia errato, altrimenti si smonta tutta la tesi). Negli ultimi 30 anni due sono state le discontinuità più clamorose dello sport più amato e seguito nel globo: quella “orange” degli anni’ 70 (che ha portato l’Ajax a vincere 3 Coppe dei Campioni consecutivi e l’Olanda ad essere finalista dei Mondiali per due volte) e quella del Milan di Arrigo Sacchi che ha portato il Milan per due volte sul tetto d’Europa e del Mondo e una su quello d’Italia. Parlo di discontinuità tattiche ma anche tecniche perché queste due squadre giocavano talmente bene che gli avversari sul livello di gioco erano sconfitti per manifesta inferiorità. Se la scuola olandese ha avuto il merito di introdurre il concetto di giocatore universale (ovvero che sapesse ricoprire bene tutti i ruoli del campo), unendola a quella di collettivo e gioco di squadra formidabile, l’Arrigo nazionale è stato il padre fondatore di un calcio fatto di: pressing, attacco degli spazi, turn over, diagonali difensive, ritmi di gioco asfissianti, corsa e tattica del fuorigioco. La rivoluzione sacchiana ha però, forse, prodotto a livello nazionale (ed internazionale) effetti opposti a quelli da lei suggeriti. Infatti se questo tipo di Calcio nel Milan targato Sacchi era interpretato da calciatori fenomenali in ogni zona del campo (un centrocampo con Ancelotti e Rijkaard e Donadoni ed Evani sulle fasce tutto può dirsi meno che di pura rottura), per gli altri allenatori che hanno cercato di imitarlo è stato fonte di equivoci (più che altro a livello mentale). Infatti se i concetti citati prima sono divenuti comandamenti per il calcio moderno, la mentalità con la cui vengono applicati è radicalmente cambiata. Per cui negli anni’90 si è assistito a squadre certamente vincenti, ma molto meno spettacolari e forti. Questo perché si è preferito dare spazio a calciatori più muscolari e dotati di corsa e forza maggiore ma assai più scarsi tecnicamente. Per i calciatori tecnici è divenuto sempre più difficile giocare in Serie A e sfondare nel calcio che conta mentre si è assistito alla ribalta di giocatori semisconosciuti e poco tecnici ma con polmoni e muscoli d’acciaio. Il calcio è dunque meno affascinante? A detta di tutti sì, tuttavia quando arrivano le vittorie (e i soldi) questo aspetto diviene di scarsa importanza, specie per i presidenti. Quello che forse non è stato metabolizzato è che il calcio contemporaneo ha ancora bisogno di grandi interpreti in tutti i ruoli del campo, concetto ripreso in Italia specialmente dal Milan di Ancelotti che ha avuto il merito (e il coraggio) di affidare le redini del centrocampo ad un giocatore tecnico come Pirlo. La scelta si è rivelata vincente, come a dire che i giocatori tecnici fanno ancora la differenza, ma ancora molti allenatori di grandi squadre non si convincono di questo fatto e schierano giocatori di scarsa qualità. Ma ora un'altra domanda i calciatori tecnici (che ancora ci sono in giro) sono più forti di quelli del passato? Ovvero un Pirlo, un Totti, un Del Piero, un Ibrahimovic, un Ronaldinho, un Kaka o un Cristiano Ronaldo come si sarebbero comportati 20-30 anni fa? Sicuramente ora, essendo sceso il livello tecnico, si usano aggettivi ad iperbole in maniera più facile, però è anche indubbio che giocatori davvero tecnici non si sono del tutto estinti. E per loro la vita, a causa delle due cesure prima citate, è forse più difficile. Marcature asfissianti (raddoppiate o triplicate), falli tattici, tattiche del fuorigioco sempre più affinate, fase difensiva interpretata non più da 4 giocatori ma da tutti e 11 hanno contribuito a soffocare il talento e l’inventiva dei calciatori. Inoltre giocano a ritmi e velocità impensabili per i giocatori del passato, specie per i difensori spesso rocciosi ma lenti. Ma 20-30 anni fa quando tutto questo era ancora in fase iniziale come si sarebbero trovati? Ad onor del vero va detto che il calcio contemporaneo regala gol (non esistono più gli autogol), costringe le difese a maggiori errori (abolizione del retropassaggio al portiere) e rende vita più facile alle squadre cosiddette grandi (il potere economico ha indubbiamente aumentato il gap tra grandi e piccole). Dunque siamo di fronte a giocatori straordinari o brocchi fatti passare per cavalli di razza?
Marco Monday, March 12, 2007 5 commenti
Come te nessuno mai (per ora)
Con la doppietta realizzata ieri sul campo di Verona contro il Chievo, Francesco Totti è divenuto ufficialmente il calciatore in attività con più reti realizzate nella massima serie, giungendo a quota 141 reti e sbarazzandosi di Chiesa rimasto fermo a quota 139. L’effimero primato (teoricamente potrebbe durare anche solo pochi giorni) evidenzia ancora di più le doti di un calciatore che migliora anno dopo anno e che si sta trasformando in vero e proprio bomber , senza perdere il suo straordinario contributo in zona assist e che guida la classifica cannonieri del campionato italiano, avendo messo a segno la bellezza di 16 reti (senza i 4 errori dal dischetto sarebbe già a 20) nonostante nelle prime 6 giornate sia rimasto a bocca asciutta per i problemi dovuti all’acquisizione di una forma fisica competitiva dopo il grave infortunio dell’anno scorso e le fatiche di un Mondiale che lo ha visto presente in tutte e 7 le gare disputate dalla nostra nazionale. E proprio il suo famoso infortunio ha smentito una volta di più tutti coloro che giuravano (o speravano) che non sarebbe mai più tornato a giocare su alti livelli e che ne pronosticavano già una carriera in inesorabile declino. Invece proprio nell’anno dopo l’infortunio, Totti sta disputando una delle sue annate migliori (può battere il suo record di 20 reti dell’anno 2003-04) impreziosita dalla conquista di un titolo di Campione del Mondo e da alcune perle come la doppietta a San Siro contro il Milan e a Marassi contro la Samp.
Grazie a lui, la Roma è tornata ad essere competitiva dopo anni di vero e proprio oblio, e a giocare partite importanti anche in campo internazionale. La sua bacheca personale sarebbe senz’altro più ricca di trofei se avesse indirizzato la propria carriera verso altri lidi, ma comunque non va dimenticato che con la maglia della nazionale ha vinto quasi tutto (Europeo Under 21, Mondiale e Finale dell’Europeo persa all’ultimo secondo contro la Francia) e con la Roma ha conquistato uno Scudetto (evento assai raro nella storia della società) e una Supercoppa Italiana, oltre a innumerevoli Finali di Coppa Italia perse. Quello che gli manca è il palcoscenico della Champions League dove non ha mai giocato dai Quarti di Finale in poi, ma questo ricalca il discorso fatto sulle scelte della propria carriera. E comunque la grandezza di un giocatore non la fanno i trofei ma le sue doti tecniche, altrimenti, con tutto il rispetto, Pessotto dovrebbe essere considerato più forte di tanti fuoriclasse della storia che hanno vinto molto meno di lui.
Marco Thursday, March 01, 2007 15 commenti
Era ovvio
Il quotidiano svedese "Post-och Inrikes Tidningar", il più vecchio quotidiano del mondo fondato addirittura nel 1645 abbandona le rotative e si trasferisce definitivamente sul web.
Marco Tuesday, February 13, 2007 3 commenti
Voce di uno che grida nel deserto
Un altro colpo basso per i maniaci della scienza. Dopo le disfatte subite, con tanto di prove, sulla teoria evolutiva e sulla sfericità del nostro pianeta, un’altra catastrofe si sta abbattendo con grande forza sui nostri “scienziati”. L’argomento stavolta riguarda le specie in via d’estinzione grande cavallo di battaglia degli animalisti di tutto il mondo, al punto che si raccolgono collette in ogni angolo del pianeta per far riprodurre i panda e fornire un ambiente familiare a tigri e pinguini. Ebbene, ancora una volta sembra che ad aver ragione non sia la comunità scientifica che con le sue teorie ha influenzato la stragrande maggioranza della popolazione terrestre, ma quelle poche e rarissime “menti libere”, che si riuniscono sotto il nome OPINI KARATE, e che riescono ad analizzare lucidamente la situazione e ad avere il coraggio di affermare che gli animali non si stanno estinguendo ma che semplicemente sono le tecniche di rilevazione ad essere sommarie e quindi poco credibili. Paradossalmente, questa volta sono stati proprio gli scienziati a commettere il più clamoroso degli autogol trovandosi questa patata bollente improvvisamente tra le mani. Ma veniamo all’episodio.
Erano scesi nelle profondità marine per dare la caccia all’infinitamente piccolo, per catturare le tracce di neutrini che vengono dai bordi dell’universo (ma poi chi l’ha detto che l’universo abbia dei bordi? Li avete mai visti? Ci avete mai sbattuto contro e raccontato agli amici bullandovi nei pub di aver avuto un incidente con uno dei bordi dell’universo?) ed hanno trovato un inaspettato via vai di capodogli, specie che nel Mediterraneo si pensava si fosse ridotta a poche decine di esemplari. I capodogli, intercettati grazie ai sensori acustici installati nel telescopio marino che doveva cogliere il passaggio dei neutrini in mioni, sapete dove si trovavano? A largo delle coste di Catania, non negli abissi di chissà quale oceano, e nonostante ciò venivano considerati specie in via d’estinzione. Ditemi come si fa a ritenere ancora credibili questi geni. Le teorie non vanno solo enunciate ma anche dimostrate, ed i capodogli che sanno di essere tali da sempre, e non grazie ad un delfino troppo cresciuto o ad uno squalo erbivoro, ne sono l’esempio lampante.
Marco 3 commenti
Pallone bucato
S’identificano sotto l’acronimo A.C.A.B. (All Cops Are Bastards, tutti i poliziotti sono bastardi) ed il movimento agisce in maniera trasversale, ovvero unendo le tifoserie organizzate a prescindere dalle loro “rivalità” calcisitiche nella lotta contro le forze di sicurezza. Il loro motto è “Good cop dead cop” (l’unico poliziotto buono è quello morto) ed ogni domenica cercano gli scontri con le forze dell’ordine. Ma da cosa ha preso origine questa terribile situazione?
La dizione A.C.A.B. , nasce in Inghilterra negli anni ’80 (sì proprio da quell’Inghilterra da cui dovremmo prendere esempio) ed i primi a divulgarla su larga scala furono, nel 1982, i “The 4 Skins”, band londinese street punk pronta a schierarsi in curva nelle partite casalinghe del West Ham che scelse proprio “A.C.A.B.”, come titolo di una propria canzone divenuta un vero e proprio manifesto di tutto il movimento. Dagli anni ’80 ad oggi la filosofia “cops bastards” ha attraversato tutta l’Europa, finendo per essere adottata da gruppi estremisti di destra e di sinistra e trovando, negli anni ’90, terreno fertile nei paesi dell’Est europeo. Si era, però, fermato ai confini italiani. Almeno fino al G8 del 2001. I fatti di Genova, culminati nell’uccisione di Carlo Giuliani, hanno dato un contributo notevole all’importazione del fenomeno ed i blog ed i forum degli ultras hanno iniziato a riempirsi di frasi come “I colori ci dividono, la mentalità ci unisce”. Da fenomeno anarcoide, l’A.C.A.B. è divenuto cosa principale, ma non esclusiva, dei gruppi ultras di destra sempre più presenti nelle nostre curve (ma l’ordine ed il controllo non sono sostantivi usati soprattutto dai gruppi di destra?), che hanno iniziato a rileggere in chiave anti-polizia episodi del passato (come la morte di Stefano Furlan dopo uno scontro con la polizia nel ’84 o quella di Celestino Colombi stroncato da un infarto durante una carica del reparto mobile di Bergamo) , creando una sorta di memoria di gruppo e di una coscienza collettiva. La situazione è in costante allargamento e lo scorso Febbraio 1500 ultras di 35 tifoserie diverse hanno manifestato a Brescia contro il ferimento di un tifoso bresciano.
Ma come si può arrestare questo fenomeno?
Le strade percorribili a mio avviso sono due: la totale repressione di ogni forma di aggregazione organizzata specialmente nelle trasferte, un maggior controllo su tutti i tifosi, l’adottamento a 360 gradi della Legge Pisanu in tutti gli stadi. L’altra soluzione, invece, percorre un senso diametralmente opposto ed è quella della responsabilizzazione e sensibilizzazione delle tifoserie, prendendo esempio dal tanto decantato modello inglese, ovvero polizia fuori dagli stadi, gestione della sicurezza affidata a completo carico della società, comportamento civilizzato degli spettatori da far rispettare anche con l’applicazione di pene e sanzioni severe.
Tuttavia il fenomeno non è solo sportivo, ma soprattutto politico e sociale, per cui è inutile sospendere i campionati a lungo (doveroso lo stop di una settimana per rispetto della morte di una persona, poliziotto o tifoso che sia), né giocare a porte chiuse (senza spettatori non ha senso giocare e farlo ugualmente vorrebbe solo dire rispondere alle esigenze di chi detiene i diritti televisivi).
Marco Monday, February 05, 2007 12 commenti
Quando la pittura dà i numeri

Tobia Ravà, artista che esprime le proprie opere in numeri
www.tobiarava.com/
Marco Monday, January 29, 2007 2 commenti
AVVISO AI NAVIGANTI
Monica Bellucci e Riccardo Scamarcio non hanno fatto sesso sul set di Manuale d'amore.
Marco Friday, January 26, 2007 6 commenti
Ebbene sì! Si va ai Quarti
Gara dalle mille emozioni ieri allo "Stella Azzurra" di Roma. I Quadretti hanno la meglio sui Real VIII solamente dopo i calci di rigore alla fine di un match combattuto ed intenso. Le Fuffe che tornavano a schierare la formazione base, fatta eccezione per l'indisponibile Loddo, partivano subito forte ispirati dal grande spettacolo coreografico messo in scena per l'occasione dai tanti nani e delfini accorsi allo stadio. E così dopo appena un quarto d'ora di gioco i Quadretti si portano già sul 3-0. Ad aprire le danze è Morgante con un destro facile facile su suggerimento di Iuzzolino, il quale poco dopo scrive il proprio nome sul tabellino dei marcatori grazie ad una splendida personale in cui mette a sedere tutti i difensori dell'altra squadra. A realizzare il 3-0 è Dragonetti che sotto porta trova la zampata giusta per battere il portiere avversario. Ma avete mai visto i Quadretti portare a termine una gara dominandola e senza patemi d'animo? Tenete tranquillamente le mani abbassate perchè neanche stavolta è andata così. E infatti negli ultimi 10 minuti del primo tempo gli avversari non solo riescono a rimontare ma addirittura a portarsi sul 4-3, grazie a 3 disattenzioni difensive e ad un gol fortunoso. La ripresa si apre con le Fuffe che fortunatamente impongono il proprio ritmo di gioco, ed iniziano di nuovo a macinare gioco. Gli sforzi dei Quadretti trovano la giusta ricompensa nel pareggio di Morgante che su calcio piazzato beffa il portiere avversario, aiutato anche da una deviazione. Ma la situazione di stallo dura poco, infatti il Real VIII si riporta subito in vantaggio, siglando il gol del 5-4. Le Fuffe sono stremate ma combattono pallone su pallone e solamente un clamoroso palo impedisce a Morgante di riequilibrare la gara. Con le squadre sfinite, i Quadretti proseguono nell'arrembaggio finale che si concretizza grazie a Iuzzolino che con freddezza si libera di un difensore e scaglia il pallone nell'angolino basso dove il portiere non può arrivare. A salvare il risultato di parità ci pensa Vecchione che salva miracolosamente due tiri liberi avversari e un gol fantasma dei Quadretti non visto dall'arbitro ma quasi sicuramente entrato.
I CALCI DI RIGORE:
La tensione dei rigori questa volta non si fa beffe dei Quadretti che freddamente realizzano tutti i penalties in quest'ordine: Nikzad, Marfoli, Dragonetti, Morgante e Vecchione. Al capitano oltre il merito di aver segnato il rigore decisivo, quello di aver respinto il secondo calciato dagli avversari.
Vecchione 7,5: per tutta la partita svolge il suo mestiere con la bravura che lo contraddistingue, ma nel finale sale letteralmente in cattedra. Prima respinge due tiri liberi, poi un rigore e non contento segna quello decisivo. Opini Karate
Nikzad 6,5: roccioso e caparbio quanto serve, è uno dei pochi a non crollare nel momento di sbandamento della squadra. Nella ripresa ricorre maggiormente al fallo e con la sua presenza fa girare a largo gli avversari. Sicuro dal dischetto. Coordinatore
Marfoli 6,5: parte bene, si smarrisce nel finale del primo tempo come tutta la squadra. Le sue intuizioni sono preziose specialmente quando riesce a far ripartire velocemente la squadra. Non trova il gol ma realizza un rigore con grande classe. Gran Visir
Morgante 7: i media lo aspettavano al varco e lui risponde con una bella prestazione. Due gol, un palo e tanta buona volontà nel riportare in gara la squadra quando si trovava sotto di uno. Preciso in fase difensiva, fa venire i brividi sul rigore calciato troppo centrale. Che fine ha fatto Carmen San Diego?
Dragonetti 6,5: segna la rete del 3-0 e sembra aver chiuso la partita, si perde l'uomo sul gol del 3-3 e sembra che la gara sia segnata in maniera negativa. Tanta apparenza nella gara del fan di Elisa. Segna il rigore ma sembra che l'ha sbagliato. Sembra
Iuzzolino 7: il bomber di Crocefieschi torna al calcio giocato dopo una pausa di un mese circa. Ma panettoni, spumanti, carbone e insalatine miste non hanno influito sul rendimento del Peppone che infila due gol tanto belli quanto decisivi. Stremato, non calcia il rigore. Bentornato
Marco Monday, January 22, 2007 7 commenti
OPINI KARATE
Apro ufficialmente una mozione per fare di Opini Karate il nome della squadra del prossimo torneo. Sulla questione potranno intervenire non solo i Quadretti ma anche i Rombi, tuttavia il parere di questi ultimi sarà solo consultivo.
ATTENZIONE! Se tale nome non dovesse risultare vincitore (ricordo a tutti che l'alternativa è la grande favorita Borra a Quadretti), la parola Opini Karate non potrà più essere pronunciata, nè scritta su qualsiasi mezzo, cartaceo o elettronico ke sia.
Marco 7 commenti
POI DICE CHE UNO SI ESTINGUE
Niente sesso per il panda
“E’troppo grasso”
E lo zoo lo mette a dieta
LA SAGA DEGLI ONESTI
Bilanci falsi
Inter/ Moratti indagato
L’ISOLA DEL TESORO
Sealand viene messa in vendita
Un sito peer to peer si offre per comprarla
LADRI DI POLLI
Ruba cinque mucche e le porta via in autoPreso il ladro, trovato anche senza biglietto
CONSIDERAZIONE DEL GIORNO
Lo studio nobilita l'uomo
Marco Wednesday, January 17, 2007 3 commenti
PERSPICACIA INDU’:
Fedeli induisti sul piede di guerra
"Basta bagni, il Gange è una fogna"
MELA MARCIA:
Apple, primi guai per l'iPhone
La Cisco fa causa: "E' nostro"
E IO PAGO
Università, il 'genio' è sospetto
lauree brevi, ma in pochi mesi
QUANDO LO DICEVO IO
Elisa, in vetta alla classifiche
CONSIDERAZIONE DEL GIORNO
Rispondere ai sondaggi che vengono proposti online è segno che non si ha un cazzo da fare
Marco Tuesday, January 16, 2007 2 commenti
Avanti Fuffe
Una solida Fuffa a Quadretti ha la meglio sugli Easy Play in una gara vibrante e tesa fino agli ultimi secondi di gioco. Pesanti assenze per i quadrettati che devono rinunciare al duo d’attacco Iuzzolino-Loddo, il primo assente per attacco febbrile, il secondo fermo per lungo tempo ai box a causa della rottura del legamento crociato rimediata nella precedente partita. Da segnalare, però, il ritorno in campo di Zannola a cui spetta il compito di reggere tutto il peso dell’attacco e quello degli ultras Giampaolo e Walter, pronti a sostenere i Quadretti con le loro sciarpe color fuffa. La gara parte subito su buoni ritmi con le Fuffe che, facendo leva sul miglior tasso tecnico rispetto agli avversari, trovano presto la rete del vantaggio grazie a Marfoli. Passano però pochi minuti e gli Easy Play trovano il pari a causa di una sfortunata autorete di Morgante su azione di rimessa. La partita resta a lungo equilibrata finchè a pochi minuti dallo scadere, Dragonetti imbeccato ottimamente da Zannola trova la rete del 2-1. Vantaggio che dura pochi secondi, il tempo di rimettere la palla al centro ed è di nuovo parità. La seconda frazione di gioco si apre con i Quadretti che chiudono gli avversari nella propria metà campo alla ricerca del varco giusto per perforare la difesa, ma su una bella azione di contropiede sono proprio gli Easy Play a passare inaspettatamente sul 3-2. Fortunatamente anche questa volta il vantaggio dura pochi secondi. E’Marfoli con un bel sinistro da fuori area a riportare immediatamente il punteggio sul 3-3. I Quadretti continuano ad attaccare e poco dopo un velenoso tiro di Morgante finisce alle spalle del portiere, riportando le Fuffe in vantaggio. Gli avversari, però, non mollano e sfruttando il classico momento di black out di Vecchione e soci prima pareggiano e poi addirittura ribaltano il risultato, portandosi sul 5-4. La gara si fa tesa, mancano meno di 5 minuti alla fine, quando Dragonetti sfruttando una mischia in area firma la rete del 5-5. Le Fuffe non si accontentano e proseguono ad attaccare. E a due minuti dalla fine si sveglia Zannola, prima siglando la rete del 6-5 su assist di Marfoli e poi chiudendo la gara con un gol direttamente da calcio d’angolo. C’è tempo solo per due tiri liberi degli avversari, neutralizzati da un eroico Vecchione e poi arriva il fischio finale. I Quadretti vincono per 7-5.
Vecchione 7: incolpevole sui gol, è in forma straordinaria. Ferma tutte le conclusioni più pericolose degli avversari e rimane stoicamente in campo, pur avendo rimediato una forte contusione al pollice a metà ripresa. Re fasullo d’Inghilterra.
Nikzad 7: tiene bene la difesa sulle azioni d’attacco degli avversari. Commette qualche fallo di troppo, utili comunque a fermare pericolosi contropiede. Sbaglia un gol clamoroso solo davanti al portiere. PD.
Marfoli 7,5: il migliore dei Quadretti. Pur sbagliando qualche passaggio di troppo, entra nel vivo di tutte le azioni, alternando qualità e sostanza nel momento giusto al posto giusto. Segna due gol e crea numerose potenziali occasioni da rete. Kebab
Morgante 6,5: inguardabile nella prima frazione di gioco, dove oltre a non pungere mai è messo spesso in difficoltà dagli avversari. Si riprende parzialmente nella ripresa, dove segna il gol del momentaneo vantaggio e gioca con maggiore ardore. Pandoro.
Dragonetti 7,5: supportato dai consigli tecnico-tattici del fratello, interpreta mirabilmente il suo ruolo di miglior attore non protagonista. Bene sottoporta, dove segna due gol e ne sbaglia altri tra rovesciate ed errori banali, bene in fase difensiva. Parcheggio a spina.
Zannola 7: per tutta la partita s’impegna in un grande lavoro di sacrificio, rincorrendo gli avversari e giocando di sponda per far salire i propri compagni. Sbaglia gol anche clamorosi, ma nel momento clou della gara, si fa trovare pronto e realizza una decisiva doppietta. Avana.
Marco Friday, December 22, 2006 12 commenti