Finalmente dopo anni di buio calcistico, l'Italia torna a farla da padrone sul resto del mondo. Merito soprattutto dei tecnici italiani che stanno impartendo lezioni di calcio in ogni angolo del globo ai loro smarriti colleghi. Ad aprire le danze è stato Marcello Lippi, regalandoci la splendida vittoria ai Mondiali dopo aver annichillito sciamani del calcio come Hiddink e Domenech o emergenti come il padrone di casa Klinsmann. La vittoria iridata ha ridato grande fiato alle squadre ed ai tecnici italiani persino a quelli emigrati. E così il buon vecchio Trapattoni ha strapazzato le avversarie, dominando dall'inizio alla fine il campionato austriaco e il sempreverde Capello sta tenendo a galla un Real Madrid a cui neanche gli ultras più affezionati davano più credito dopo l'eliminazione della Champions, rischiando di regalare uno storico bis sulla panchina blanca. E come non parlare di Carletto Ancelotti alla terza finale di Champions League in cinque anni? Proprio nell'anno più difficile, in cui gli otto punti di penalizzazione avevano reso la Coppa dalle grandi orecchie l'unico mezzo per salvare una panchina che in molti non vedevano più sua già da dopo Natale. A malincuore complimenti anche a Roberto Mancini, non tanto per la vittoria dello scudetto più scontato ed inutile della storia, ma per come è arrivato al traguardo. Record di punti (94 a una giornata dal termine) e di vittorie (17 consecutive, anche se l'unica sconfitta che avrebbe interrotto la serie a 13 gliel'hanno posticipata ad Aprile). Anche Luciano Spalletti ha fatto il suo riportando una Coppa Italia a Roma dopo 16 anni e ai quarti di Champios dopo 23. Certo ne è uscito nel modo peggiore, però il suo calcio a detta di molti è uno dei migliori. Ed infine vorrei sottolineare le imprese di Mazzarri, Cagni e Ranieri. Molti di questi tecnici stanno ancora combattendo per i loro traguardi (vedi Capello, Ancelotti e Mazzarri) ma a prescindere dal risultato hanno comunque dimostrato la loro sapienza tattica che non può essere messa in discussione dal risultato di una gara
L'Italia s'è desta
Ancelotti, Capello, Lippi, Mancini, Spalletti, Tecnici italiani, Trapattoni Marco Tuesday, May 22, 2007 5 commenti
Stile Nerazzurro
L’Inter è Campione d’Italia. La Beneamata torna a vincere uno scudetto sul campo dopo 18 anni e scatena il tripudio della Milano Nerazzurra. A questo punto è doveroso fare alcune considerazioni, specie sulle esternazioni, perlomeno discutibili, di alcuni protagonisti del trionfo interista.
Mancini: “ Non posso non pensare subito a Giacinto Facchetti, che è sempre stato e rimarrà sempre accanto a noi, immagine di serietà, di pulizia, di serenità… Considero un titolo vero anche quello della stagione scorsa, sebbene non sia arrivato dal campo: in tutte le discipline chi bara viene retrocesso e avanza chi sta alle spalle e ha giocato in modo pulito. L’Inter negli ultimi anni ha ricominciato a vincere a livello nazionale”
Moratti: “Quello dello scorso anno è stato uno scudetto pulito, conquistato senza rubare nulla! Nel campionato passato rubavano gli altri, ecco perché dico che lo scudetto dell’anno scorso è stato uno dei più belli dell’Inter, è stato vinto contro il malaffare e non è stato rubato!
Dedicare uno scudetto ad una persona scomparsa che ha lavorato per una vita intera alla causa nerazzurra è doveroso, ma perché esagerare parlandone in termini di immagine di pulizia, quando, stando alle parole di Bergamo, i contatti tra lui e Facchetti erano frequenti e continuativi?
Come si può considerare un titolo vero quello dello scorso anno? Se è vero che in tutte le discipline chi bara viene retrocesso, non è altrettanto vero che chi sta alle spalle avanza, in quanto la cosa più opportuna è revocare il titolo e non assegnarlo a nessuno.
Ma addirittura si può arrivare a dire che è stato uno dei più belli dell’Inter?
Forse Moratti non ricorda più la squadra del padre, che dominava sia in Italia che in Europa?L’Inter ha accettato uno scudetto, nonostante 17 punti di distacco dalla capolista ed ora che ne ha vinto un altro s’impegna tramite dirigenti, calciatori ed allenatore non tanto a celebrarlo ma piuttosto ad usarlo per avvalorare la tesi che quello dello scorso anno è stato meritato. Il Materazzi che ora un eroe, è la stessa persona che gli interisti volevano cacciare dopo un clamoroso autogol da 30 metri al Castellani di Empoli, Ibrahimovic e Vieira sono quei calciatori l’anno scorso odiati ed ora osannati, Moratti è quella persona onesta e gentile che ha sempre sputato contro i presunti poteri forti, ma in nessuna assemblea della Lega ha avuto il coraggio di andargli contro e che nel corso degli anni ha creato un buco di 150 milioni di euro, di cui però nessuno se ne cura, anzi si canta “SENZA RUBARE VINCIAMO SENZA RUBARE”. Vergogna
Calcio, Mancini, Moratti, Scudetto Marco Monday, April 23, 2007 7 commenti